La storia/History

Italia

 

Il rosone, che fu opera di Brioloto, è decorato da sei statue che raffigurano le alterne vicende umane:  La prima figura rappresenta l’uomo saldamente sul trono, poi precipita, continuamente schiacciato dalla sventura e poi è in ripresa e risalita creando la ruota della fortuna. Fu una delle prime finestre romaniche.  Dall’esterno la ruota si chiude in quattro cerchi in marmi bianchi azzurri e tufo, le statue in altorilievo sono sul secondo cerchio esterno. All’interno una ruota con un mozzo a dodici lobi e un centro diviso a sua volta in dodici settori divisi da raggi costituiti da coppie di colonne che uniscono il mozzo ai quattro cerchi. 

Nel rosone sono scolpiti due distici in latino 

En ego fortuna moderor mortalibus una,  Elevo, depono, bona cunctis vel mala dono  Induo nudatos, denudo veste paratos.  In me confidit si quis, derisus abibit. » 

« Ecco, solo io Fortuna, governo i mortali;  elevo, depongo, dono a tutti i beni ed i mali;  vesto chi è nudo, spoglio chi è vestito.  Se qualcuno confida in me, se ne andrà deriso » 

 

eng

The rosette was realized by Brioloto, it is decorated with six statues depicting the human ups and downs: 

The first figure represents the man firmly on the throne, then he rushes, constantly crushed by misfortune and then recovering and creating lift the wheel of fortune. It was one of the first Romanesque windows. 

Outside the wheel closes in four circles in white marble and blue tufa statues in high relief they are on the second outer circle. Within a wheel with a hub to twelve lobes and a center divided in turn into twelve sectors divided by rays consist of pairs of columns that combines the hub to the four wheels. 

In the rosette are carved two couplets in Latin language 

 En ego fortuna moderor mortalibus una,  Elevo, depono, bona cunctis vel mala dono  Induo nudatos, denudo veste paratos.  In me confidit si quis, derisus abibit. » 

“Here, It’s only me Fortuna, that ruler mortals;  I raise, I place, I give gift to all goods and evils;  I dress the naked, bare those dress.  If someone confides in me, he’ll go derided “ 



matematica

La parola “rosone” in matematica indica una figura piana il cui gruppo di simmetria (cioè l’insieme di quelle trasformazioni del piano che lasciano invariate le distanze e mutano la figura in se stessa) contiene solo un numero finito di trasformazioni. La parte minima della figura che, presa singolarmente, permette di riprodurre l’intera figura attraverso le rotazioni del gruppo viene chiamata dominio fondamentale. Le isometrie che portano un rosone in sé (le isometrie che lasciano fisso il rosone) sono di due tipi: 

- ciclico che contiene solo rotazioni di centro O e di angoli sottomultipli dell’angolo giro (2π/n ). Questi rosoni vengono classificati con la lettera C, seguita dal numero di rotazioni; 

- diedrale che contiene tante rotazioni di centro O e angolo minimo, quante simmetrie assiali in rette passanti per O. Questi rosoni vengono classificati con la lettera D seguita dal numero di rotazioni (simmetrie assiali). 

I gruppi dei rosoni sono i gruppi discreti e finiti di isometrie piane. 

“Un gruppo di isometrie si dice discreto se non contiene né traslazioni né rotazioni arbitrariamente piccole”. 

Teorema del punto fisso: Un gruppo discreto di isometrie piane è finito se e solo se ha almeno un punto fisso, vale a dire un punto che viene trasformato in se stesso da tutte le isometrie del gruppo. 

I gruppi dei rosoni, sono completamente caratterizzati dal teorema di Leonardo: 

“se un gruppo G ha un numero finito di elementi allora non può contenere traslazioni (altrimenti conterrebbe tutti i multipli interi di quella traslazione che sono infiniti) e analogamente non può contenere glissoriflessioni”. 

Ora sono in grado di costruire un dodecaedro attraverso un quadrato per mezzo del seguente ragionamento: 

dis1

- Se prendo un quadrato, lo moltiplico 2 volte e ne ruoto uno di 30° e uno di 60° otterrò un cerchio perfetto. 

- quad. rosso normale - quad. blu 30° - quad. verde 60° 

- Applicando questo metodo, ruotando il tutto di 45°, al rosone di San Zeno sono in grado di trovare i punti di intersezione e di riflessione delle finestre (a goccia). 

dis2

- Dimezzando di 4 volte la sua grandezza naturale riesco ad ottenere l’esatta misura del cerchio centrale. 

dis3

- Posso dedurre quindi che ad ogni 90° del rosone ci sono 3 finestre che misurano ciascuna un raggio di 30°. 

- L’apice di queste ultime è metà circonferenza del cerchio centrale. 

dis4

- Mentre le statuine si trovano rispettivamente ad ogni 60°. 

Progetto realizzato da Nicolà Marcato

Progetto Nicolò Marcato

 

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